Il Casino Mediceo è protagonista di un progetto di riqualificazione e restauro promosso dall’Agenzia del Demanio per restituire alla città un luogo di cultura e formazione per le future generazioni

Palazzo Buontalenti a Firenze, sala affrescata_copertina

“Tutto ciò che è ignoto si immagina pieno di meraviglie” amava ripetere Tacito. Chissà se le parole dell’oratore e storico romano furono fonte ispiratrice della vita e soprattutto delle passioni di Francesco I de’ Medici, figlio primogenito di Cosimo I ed Eleonora di Toledo. Mecenate e uomo di fervida intelligenza e volontà che dedicò tutta la sua vita alla scienza e all’alchimia e a fare esperimenti immerso tra ampolle, fuochi e fumi. Insomma, una figura poliedrica di cui anche uno dei più rilevanti filosofi del Rinascimento francese, Montaigne, sentenziava: “Questo Principe è amante dell’alchimia e delle arti meccaniche”. Dunque il desiderio di conoscenza di Francesco I era più forte di tutto, anche degli affari politici del Granducato di Toscana che demandava ad altri, tanto da indurlo a commissionare nel 1568 a Bernardo Buontalenti, insigne architetto dell’epoca, la realizzazione di un palazzo che diventasse la sua officina e anche suo “luogo di delizie”.  

E così fu edificato, a Firenze, Palazzo Buontalenti. Siamo nel cuore del centro storico, tra via Cavour e via San Gallo, accanto al Complesso Domenicano di San Marco.  Frequentato dai più noti artisti del tempo, l’edificio è oggi sede della prestigiosa School of Transnational Governance della European University Institute (EUI).

Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’impegno dell’Agenzia del Demanio che nel 2019 ha dato il via ad un programma di riqualificazione di una parte del complesso e ad una campagna di restauro di alcune delle sale affrescate situate al primo piano dell’edificio, finanziati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e realizzati in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze. Un proficuo lavoro di squadra che ha riportato agli antichi splendori un palazzo nobiliare tra i più importanti della città, restituendo inoltre la straordinaria bellezza di un ciclo di affreschi di quattro Sale Granducali, un capitolo fondamentale della decorazione pittorica del Seicento fiorentino.

L’edificio in stile manierista fu progettato secondo la moda di allora dei cosiddetti “Casini”, oppure “ville’’ di città, con giardini e piano nobile al pian terreno invece che al primo piano.  Qui Francesco I de’ Medici creò il suo laboratorio personale, in cui appagare la sua sete di conoscenza e dove addirittura dilettarsi anche nelle arti decorative più sofisticate, come la lavorazione del vetro e della porcellana.

Ed oggi, in quegli spazi dove si produceva la più alta cultura del tempo e dove si sarebbe forgiato l’uomo nuovo del Rinascimento, trova sede un istituto di alta formazione a livello europeo per attori istituzionali e rappresentati della società civile. Un esempio tangibile del lavoro dell’Agenzia del Demanio che ha permesso di consegnare all’EUI circa 2.000 metri quadrati di spazi completamente riqualificati e attrezzati, per l’avvio del nuovo anno accademico.  Un vero e proprio campus universitario in cui sono dislocate moderne sale attrezzate, ambienti di studio e di ricerca, spazi di coworking, sale per seminari e aree di svago che offrono a studenti e ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo programmi di alta formazione professionale in particolare sui temi delle scienze umane. 

Per Palazzo Buontalenti è iniziato dunque un percorso di rinascita che, in ricordo dei fasti del passato, lo farà diventare fulcro culturale della città e parte essenziale della vita dei fiorentini.

La ristrutturazione del Casino Mediceo ha comportato anche la progettazione e l’esecuzione di una campagna di conservazione e restauro mai avvenuta sulle superfici decorate.  Gli interventi sono stati condotti insieme alla Soprintendenza e hanno riguardato quattro Sale Granducali di grandi dimensioni con coperture voltate a botte o a padiglione lunettate, decorate da artisti prestigiosi del tempo. Distribuiti su una superficie murale di circa 600 metri quadrati, gli affreschi sono stati realizzati tra il 1622 e il 1623 su commissione del Cardinale Carlo de’ Medici in ricordo dei primi quattro Granducati di Toscana: Cosimo I, Francesco I, Ferdinando I e Cosimo II, fratello dello stesso Cardinale.  Una vera e propria commemorazione della genealogia maschile della dinastia medicea, che di fatto rappresenta la più vasta esaltazione del potere esercitato dalla famiglia in Toscana, dopo quella del Vasari e allievi a Palazzo Vecchio.

Le scelte iconografiche rappresentate vanno da temi più intimi a soggetti epici. Come la celebrazione nella sala di Cosimo I del duca guerriero che consolidò il territorio toscano con una serie di battaglie e con la concessione da parte di Pio V del titolo granducale assegnato nel 1570, oppure la sala dedicata a Francesco I con scene che ritraggono la vita del Granduca, quella di Cosimo II del quale si celebra il ruolo guida soprattutto nella rinascita delle arti e della scienza, e per finire la sala più grande dedicata a Ferdinando I con scene di grandi battaglie e opere infrastrutturali.

Un ciclo pittorico considerato unico nel suo genere a Firenze, sia per la sua straordinaria e rara bellezza sia per la nutrita schiera di eccelsi pittori che vi collaborarono come i capisquadra Anastasio Fontebuoni, Michelangelo Cinganelli, Fabrizio Boschi, Matteo Rosselli e Ottavio Vannini, insieme ad altri pittori assistenti come Bartolomeo Silvestrini, Giovanni Battista Vanni, Jacopo Confortini, Domenico Pugliani, Filippo Tarchiani, Francesco Furini e Sigismondo Coccapani.

E probabilmente proprio per realizzare in soli due anni un ciclo di affreschi di straordinaria bellezza e complessità fu coinvolta una compagine così numerosa e disparata di pittori. La seconda motivazione risiede invece nella politica artistica della famiglia Medici che offriva la possibilità a tutti gli artisti dell’epoca sulla piazza fiorentina di potersi esprimere e, in particolare, ai giovani di poter debuttare.

Ma la storia di Palazzo Buontalenti è molto più articolata e complessa.  Dopo l’utilizzo come palazzo nobiliare, a seguito della morte del Cardinale Carlo de’ Medici, il Casino cadde in uno stato di semiabbandono per poi essere riconvertito e utilizzato prima come caserma per la Guardia Nobile, poi come sede della Nuova Dogana, assumendo gran parte della fisionomia del complesso che a tutt’oggi esiste. Nella seconda metà dell’Ottocento, gli anni di Firenze capitale, il neonato Ministero delle Finanze ordinò una nuova serie di ingenti lavori che trasformarono il complesso inizialmente nelle funzioni di Direzione Generale del Demanio e successivamente in sede di Avvocatura, Procura e Corte di Appello, destinazione questa che fu mantenuta fino al 2012.

Un fascino architettonico quello di Palazzo Buontalenti mantenuto nel corso del tempo e che, grazie all’Agenzia del Demanio,  ritrova oggi un nuovo slancio e splendore con un progetto sostenibile e di alta qualità capace di preservare in uno spazio moderno, efficiente e funzionale tutti quegli elementi architettonici e decorativi che lo hanno impreziosito nel corso della sua vita.

Senza, tra l’altro, mai dimenticare la sua originaria funzione. Il progetto è stato infatti realizzato secondo il modello del coworking, un concept nuovo dell’ambiente lavorativo che ricorda proprio quello delle botteghe rinascimentali, luoghi in cui i maestri d’arte tramandavano il loro sapere ai giovani artisti.

E oggi la nuova destinazione del Casino Mediceo a sede di un’alta scuola di formazione a livello europeo è la testimonianza del legame indissolubile con il passato e la cultura fiorentina. Nelle stanze dedicate ad alcuni noti artisti cittadini, impreziosite con eleganti inserti del passato, si formeranno studenti e ricercatori di tutto il mondo che saranno pronti ad affrontare le grandi sfide del futuro.

Ma questo è solo l’inizio. L’intero complesso infatti è al centro di una più ampia operazione di ristrutturazione che nei prossimi anni consentirà di riqualificare totalmente il Casino Mediceo che si estende su oltre 20.000 metri quadrati nel centro storico di Firenze, tra l’altro gioiello inserito nella lista del Patrimonio Unesco dell’Umanità. Di fatto, si tratta di una vera e proprio operazione di rigenerazione urbana che vede l’Agenzia impegnata in prima linea per riqualificare e ristrutturare un edificio dall’inestimabile valore storico, artistico e identitario che avrà anche impatti positivi sulla qualità della vita dei cittadini.  

E così questo immenso patrimonio che ha rappresentato tanto per la città di Firenze e per l’Italia, continuerà a rinnovare il ricordo dei fasti del passato attraverso gli occhi di coloro che potranno ammirare finalmente le sale affrescate tornate a risplendere. Prima di tutto gli studenti della scuola che ogni giorno appagheranno, in quelle stanze, la propria sete di conoscenza proprio come un tempo faceva il Granduca Francesco I de’ Medici. Perché alle generazioni future spetta il compito di scoprire, approfondire e conoscere per affrontare le sfide dell’oggi e del domani.