Palazzo Verbania a Luino (VA)

 

Affacciato sul Lago Maggiore dalla riva lombarda, Palazzo Verbania a Luino (VA) è tornato nei mesi scorsi allo splendore liberty delle origini ed è a disposizione della comunità al termine di complessi lavori di riqualificazione e restauro. Trasferito dall’Agenzia del Demanio (Stato) al Comune di Luino con il cosiddetto federalismo demaniale culturale a fine 2014 – una norma che prevede il trasferimento a titolo gratuito di beni di proprietà dello Stato dall’Agenzia del Demanio agli Enti Territoriali che ne facciano richiesta, previo sottoscrizione di un accordo di valorizzazione del bene condiviso anche con il Ministero dei Beni Culturali – è oggi un solido presidio culturale per l’alto Lago Maggiore: ospita gli archivi letterari dei celebri scrittori luinesi Piero Chiara e Vittorio Sereni (entrambi nati nel 1913), laboratori culturali e formativi, un caffè letterario, una sala conferenze con magnifica vista sul lago e numerosi spazi comuni.

Inaugurato nel 1904 su iniziativa dell’Ente per il rilancio turistico di Luino su progetto di Giuseppe Petrolo, cittadino luinese anche lui, per oltre vent’anni fu il kursaal locale, come in molte città italiane di quegli anni: stabilimento balneare, locale per divertimento con sala da ballo, caffè e ristorante. Nel 1927 lo stesso Petrolo cura l’ampliamento del palazzo, che diventa albergo Verbania. Viene sopraelevato di un piano per aumentare gli spazi interni e viene aggiunto un tetto spiovente. Agli inizi degli anni ’70 del 1900 l’albergo cessa la sua attività e passa in comodato al Comune di Luino che lo ristruttura per destinarlo a Istituto Civico di Cultura Popolare con spazi espositivi, una biblioteca e un museo fino al 1990, quando la biblioteca viene trasferita altrove e l’edificio non risulta adatto alla convegnistica. A partire dal 2014 iniziano i lavori di restauro conservativo culminati nel ripristino delle decorazioni originali e nella conservazione del padiglione liberty originale.

L'mporto complessivo dei lavori è 1,8 mln di euro, dei quali 1 mln finanziato da Fondazione Cariplo, 500mila di contributo straordinario da Regione Lombardia in qualità di comproprietaria di un terzo del nucleo storico del fondo Vittorio Sereni mentre i restanti 300mila euro sono stati messi a disposizione con fondi propri dal Comune di Luino.