Centinaia di gallerie sotterranee su più livelli, chilometri di binari, bunker, reperti industriali storici come montacarichi, stazioni di carico, stabilimenti e centrali idroelettriche: sono i siti minerari dismessi che si estendono su un intero versante della Maiella, nel territorio di 11 comuni abruzzesi. Per più di cento anni, da fine ottocento, si è svolta l’attività di estrazione di roccia bituminosa  e asfaltica per la produzione di manufatti e materiale da costruzione. L'eredità di questa grandiosa attività estrattiva potrà essere raccolta e valorizzata a fini turistico-ricettivi e culturali non solo attraverso percorsi di archeologia industriale, ma anche con attività di promozione del turismo lento e di progetti culturali e museali.

Gentile concessione GRAIM

Si ringrazia GRAIM per le fotografie

L’Agenzia del Demanio, la Regione Abruzzo, la Provincia di Pescara, il Mibact, l’Ente Parco della Maiella e l’Anci Abruzzo stanno infatti avviando un progetto di tutela e valorizzazione coordinato che coinvolgerà anche gli enti locali e le associazioni che operano sul territorio. Tra queste ultime il GRAIM - Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Maiella - associazione di speleologi e studiosi che sta esplorando, analizzando e catalogando miniere e reperti industriali.

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Un passo importante per il territorio è stato già fatto grazie al federalismo demaniale che ha permesso di trasferire in proprietà al Comune di Scafa alcuni di questi siti, per i quali l’Agenzia finanzierà anche uno studio di fattibilità tecnica ed economica con il quale  individuare specifiche soluzioni di riuso e valorizzazione dei beni. Potrebbero nascere un Centro per la formazione ambientale e di documentazione mineraria e archeologica e una biblioteca storico-antropologica sull'economia mineraria, che nel corso dei secoli ha fortemente caratterizzato il tessuto socio-economico della zona.